“Il lavoro sulla danza, è un progetto mio e del fotografo, che è stato inserito in un libro, essendo un lavoro poco convenzionale e più artistico.”

La danza e la fotografia non vengono concepite in modo “classico”, le foto non “congelano” il movimento , concetto visto parecchie volte , ma lo esaltano ; lo scatto racchiude la figura umana con zone del corpo totalmente immobili che contrastano con altre “sfocate dal moto”.

Io non ballavo seguendo una coreografia, era tutto piuttosto istintivo, viscerale, perché il risultato doveva essere la naturale coesione tra movimento e plasticità, musica e luce, tra anima e corpo.

Volevamo cogliere la dinamicità che si espande, ma nascendo da un moto interiore.

La perfezione intrinseca nella spontaneità.

Riguardo il make-up e lo style pensavamo a qualcosa di tribal ma curato, così mi sono inspirata al genere egiziano (veste con finiture e pendagli molto curata) e zingaresco (meno dettagliato, ma con veli cangianti e stoffe leggere di colori assolutamente caldi e naturali).

Lo sfondo “total black “ per non distogliere l’attenzione dal concetto dell’essenziale.

Ecco, ho cercato di spiegare il lavoro a parole, anche se è piuttosto difficile, le sensazioni non si spiegano… si vivono! …e spero solo che il nostro lavoro vi emozioni!

—Clelia Bastari

“Immersa nel buio, sola con se stessa, libera di dar sfogo al proprio istinto. Ballare senza musica, ascoltando quella che le viene da dantro.

Niente Musica, niente coreografia…
Una ballerina gli abiti di scena e … poca luce.
Tanto poca da non congelare il movimento ma da esaltarne la fluidità, quanto basta per coglierne la plasticità e la difficoltà.
Questa era l’idea …. Questò è DANCING IN THE DARK.

—Luca Mosconi

I 2 progetti (“Dancing in the dark” e “show must go on”) sono raccolti in un bellissimo libro, dalla qualità di stampa davvero eccellente: BlACKSTAGE