Okay.

Stavo cercando nel computer un documento. Un documento che avevo scritto tempo fa.. che volevo inserire ora qui, in un post . Ora.

Ma come per molte cose, quando si cercano non si trovano!

Tanto più che, tra l’altro, mi era saltato il disco esterno dove avevo trasferito tutto .. figuriamoci se lo ritrovo.

..era un “bel racconto”…. Più triste di quanto si possa immaginare .. perché la realtà alle volte supera la fantasia.

Forse ho rimosso dove lo possa aver salvato …  sono molto brava a rimuovere, la rimozione del dolore credo mi abbia salvata.

Avevo bisogno di postarlo ora per liberarmi …. Non so se riesco a riscrivere quella “storia” … era venuta fuori da sola, con forza  …

Parlava  di una ragazza diciottenne.

Una ragazza che, nonostante non avesse avuto fino a quel momento una vita troppo felice, era comunque una persona energica, determinata, che non si tirava mai indietro, che non si stancava mai e vedeva il suo futuro colorato.

Cose che mi auguro siano comuni in quell’età!

Frequentava il 4° anno dell’Istituto d’Arte  e , oltre all’arte ovviamente, la sua grande passione era la danza , che studiava da anni e che le stava dando soddisfazioni.

Pensava già quale strada avrebbe potuto intraprendere terminata la scuola superiore, l’unica certezza  era che avrebbe proseguito nei campi artistici , era elettrizzata e molto indecisa sull’ arte da seguire …

Ma la vita alle volte sceglie per te.

Il 24 luglio del 2002, sola in casa in un caldissimo primo pomeriggio estivo, accusò un forte mal di testa , molto forte, ma non si preoccupò più di tanto, prese un antidolorifico e decise di mettersi al letto.

In una frazione di secondo può cambiarti totalmente la vita e non ce ne rendiamo assolutamente conto.

Aprì gli occhi e pensò , la ragazza , di aver dormito davvero  in una posizione scomodissima visto che non si sentiva più la parte destra,  doveva assolutamente alzarsi per sgranchirsi un po’ da quella fastidiosissima sensazione … già  …. Alzarsi …. Sembrava facile ,se non che, cadde dal letto appena provò ….

Doveva aver dormito davvero in una posizione pessima pensò …. Caspita che sensazione di formicolio-insensibilità davvero forte! Ma da terra non riuscì a rialzarsi .

Da lì cominciò ad arrivare il panico! … non riusciva ad alzarsi da terra , non vedeva bene dall’occhio destro e la parte destra, tutta la parte  destra era totalmente immobile, non dava nessun segno di movimento , sembrava non recepisse “l’ordine di muoversi” che le dava il cervello ….

Pensò di chiamare qualcuno. Il suo ragazzo che era in ferie.

Il cellulare non era carico, strisciò spingendosi con la parte sinistra fino al cordless  per scoprire che … non era stato messo sotto carica ed era scarico anche quello.

La ragazza strisciò spingendosi con la parte sinistra fino alla sala, dove tirò il filo del telefono per portarlo giù dal mobile, il telefono era molto vecchio,  di quelli che per fare il numero bisognava  girare la rotella.

Mise la cornetta tra spalla e orecchio, andò con l’indice sinistro a cercare il buchino giusto del numero … già  .. del numero … quale numero???

Non ricordava più il numero del suo ragazzo con cui stava da 4 anni.. numero che oramai il dito faceva in automatico da quante volte lo aveva composto …

Ora panico vero. Ma no, striscia ancora a prendere il cellulare e striscia ancora per tornare in sala ,soldato Jane le faceva un baffo!

(la forza della disperazione e l’istinto di sopravvivenza con l’inconsapevolezza sono davvero strabilianti!!!!)

Guardò il numero ; chiamò;  rispose la mamma del ragazzo e lei : ”sono io,  per favore passamelo”

la ragazza pensò di averlo ripetuto più volte ma la sua interlocutrice non capiva ne chi fosse dall’altra parte della cornetta, ne cosa volesse, diceva di non sentire bene  ..  ”sono io,  per favore passamelo”

.. forse intuì, forse il suono della voce,  fatto sta che glielo passò!

“Sono io per favore vieni subito che sono paralizzata, non so cos’ho ma vieni subito”.

Non so cosa lui capì di preciso, fatto sta che suonò dopo poco il campanello e la ragazza ringraziò Dio anche perché allungandosi arrivò al tasto di apertura del portone!

“Cos’hai?” , “Non so, non riesco a muovermi, chiama il vicino che fa il volontario alla croce rossa” … dall’arrivo del vicino che chiamò il 118 la ragazza non ricorda più nulla di quell’evento ….

Il suo cervello aveva fatto il possibile. Si sentì al sicuro. Staccò le connessioni.