Giorni fa mi era arrivato per mail da Roberto Gugliotta , giornalista e fondatore della rivista on line  Img press (al quale avevo contribuito con qualche articolo ed immagini fotografiche a corredo di vari articoli), un invito  a partecipare alla preasentazione del suo libro“Mi chiamo Maurizio, sono un bravo ragazzo, ho ucciso ottanta persone”, libro che avevo letto, perchè essendoci trovati per Img Press  appunto, ci eravamo spediti per posta  i nostri libri con dediche , lui il suddetto libro, io “bLackstage” libro fotografico di cui trovate le immagini nelle gallerie emozionali ideato col fotografo Luca Mosconi.

Alla presentazione, svolgendosi a Macerata, io e Luca siamo riusciti a partecipare, avendo conosciuto in occasione dell’evento anche Anna Germoni,  giornalista nonchè persona squisita.

Mattinata molto bella e davvero  interessante dato il tema discusso: la mafia.Penso di comprare anche “L’ultimo indizio” ,di Piernicola Silvis,che sarà sicuramente un bel libro, ma non avendolo letto non posso esprimermi in merito, mentre tengo ad esternare un mio sincero apprezzamento al libro di Roberto Gugliotta. Mi ha davvero coinvolto, lo trovo un “pugno allo stomaco”  ed è questo che Roberto voleva trasmettere. Reale, forte, diretto.. senza risparmiare nulla, lasciando liberi i pensieri, ognuno “viene colpito” ed è costretto a rielaborare, a fare delle considerazioni, a rapportarsi con i propri valori e principi perchè non c’è giudizio, tantomeno condanna, parlano semplicemente i fatti raccontati dai protagonisti, lo stesso Avola, Silvana la moglie e dal giudice che raccoglie le deposizioni. Tre personalità e modi di vedere diversi, che si intervallano nel racconto, facendo riflettere sulle vicende con il proprio pensiero, senza che questo venga guidato dallo scrittore.

A me personalmente fa rabbrividire la testimonianza REALE di un uomo che rivela una realtà che ci circonda  alla quale non vogliamo credere o che preferiamo non vedere, un uomo che da collaboratore di giustizia viene considerato l’ultimo gradino dell’umanità, ma che lo stesso uomo da mafioso era riverito, aveva tutte le porte aperte e prendeva il caffè con politici ecc…  se non fa riflettere questo.

Invito sinceramente a leggere questo libro anche per far sì che la mente si attivi e la coscienza venga scossa, ancora abbiamo sia mente, che coscienza non lasciamole morire sotto il peso del condizionamento e dell’indifferenza.