DESCRIZIONE

« Il carattere giapponese per “luna” nasce dal pittogramma che originariamente raffigurava il corpo celeste.
Ma non è tuttavia con un intento rappresentativo che io calligrafo la luna.
Di fronte a uno schermo o a un foglio bianco le impressioni si susseguono, e con il mio lavoro esprimo ciò che la luna provoca nel mio cuore, utilizzando il carattere “luna” come materiale di partenza.
Giorno dopo giorno la luna cambia gradualmente forma e alterna con regolarità la fase crescente e calante. Come se ogni notte, sul suo corpo, luce e ombra si invadessero a vicenda.
A me sembra che il rapporto fra luce e ombra rappresenti la relazione fra “positivo e negativo”, “dinamico e statico”, “essenza e vanità”.
Mi fa anche pensare a “vita e morte”. Desidero, con il mio lavoro, riconoscere l’impermanenza di tutti i fenomeni, che, nel rapporto dinamico degli opposti, sono soggetti a un continuo mutamento.
“Shogyo-Mujo” è uno degli insegnamenti del Buddha. Significa che nulla rimane uguale. Tutto, di continuo, si trasforma. Ogni cosa della terra partecipa al fluire dell’eterno ciclo di nascita, morte e rinascita.
Il carattere “luna” è per me la rappresentazione simbolica di questo insegnamento.»

Nakajima Hiroyuki

Nato in Giappone nel 1956, Nakajima Hiroyuki iniziò a studiare calligrafia all’età di 6 anni e ne continuò la pratica fino al termine del corso post-laurea di Industrial Engineering Study <architectonics> presso la Chiba University. Intorno ai trent’anni scelse di intraprendere la via dell’arte e incominciò a creare lavori basati sulla calligrafia giapponese. Allo stesso tempo, iniziò a tenere performance artistiche. Le sue opere sono influenzate dalla sua conoscenza del Tai Chi, che iniziò a studiare intorno ai vent’anni. Dal 2000 tiene esibizioni e performance in Italia, Francia, Finlandia, Germania e Stati Uniti. Nel 2006 ha partecipato al Festival di Avignone in Francia. Dal 2008 ha uno studio a Milano. Nel 2010 ha aperto una sua scuola di calligrafia a Tokyo. Le opere del maestro Nakajima si basano sulla pratica della calligrafia giapponese, ma scavalcano i confini della calligrafia contemporanea (“sho”) collocandosi nel più generale ambito artistico dell’espressionismo astratto.